Cancellare in modo sicuro lo spazio libero su un SSD: la sovrascrittura danneggia l’SSD e cosa consiglia Protectstar?
La risposta breve è: Sì, lo spazio libero su un SSD può essere cancellato in modo sicuro, ma con moderazione. Nella FAQ attuale, Protectstar spiega che la sovrascrittura sicura dello spazio libero sugli SSD con iShredder è in generale possibile senza incidere in modo significativo sulla durata dell’SSD, purché venga usato un numero ragionevole di cicli di sovrascrittura. Protectstar consiglia da 1 fino a un massimo di 8 passaggi e raccomanda di usare la funzione occasionalmente, non inutilmente spesso.
Perché questo tema è così controverso? Perché gli SSD funzionano in modo diverso rispetto ai classici hard disk. La memoria flash ha una resistenza alla scrittura limitata e il controller distribuisce le scritture su molte celle tramite il wear leveling, in modo che le stesse aree non vengano sollecitate continuamente. È proprio per questo che da anni si discute se la sovrascrittura classica abbia sugli SSD lo stesso senso che ha sugli HDD. Protectstar affronta direttamente questa preoccupazione nella FAQ e sostiene che gli SSD moderni siano abbastanza robusti per l’uso quotidiano, purché non si esageri.
Allo stesso tempo, conta anche l’aspetto della sicurezza: nella pagina prodotto di iShredder, Protectstar spiega che i file eliminati manualmente presenti nello spazio libero possono, in determinate circostanze, rimanere recuperabili finché quell’area non viene sovrascritta in modo sicuro. È proprio a questo che serve la funzione “cancellazione sicura dello spazio libero”: sovrascrivere i residui di dati nelle aree inutilizzate, in modo che una ricostruzione successiva diventi molto più difficile o praticamente impossibile.
Per una corretta classificazione, vale la pena guardare a NIST. Nelle sue linee guida attuali per la sanificazione dei supporti, il NIST spiega che i metodi di purge adeguati variano a seconda del supporto di memorizzazione e che, per i tipi di memoria più recenti, possono essere rilevanti anche tecniche dipendenti dal supporto come overwrite, block erase o cryptographic erase tramite specifici comandi di sanificazione. NIST sottolinea inoltre che, specialmente per memoria flash e dispositivi mobili, è opportuno seguire i metodi specifici del produttore se tali metodi esistono. Per i dispositivi Android, NIST cita esplicitamente eMMC Secure Erase, Secure Trim o metodi equivalenti per una sanificazione più forte, invece di affidarsi soltanto alla rimozione dei puntatori ai file.
Se hai occasionalmente eliminato dati sensibili o vuoi cedere un dispositivo, una cancellazione sicura dello spazio libero con iShredder ha senso. Ma se lo fai ogni giorno, con molti passaggi e senza un motivo reale, aumenti inutilmente l’usura da scrittura. In pratica, questo significa: meno, ma in modo mirato di solito è meglio di una triturazione estrema continua. Questo corrisponde anche alla raccomandazione di Protectstar di sovrascrivere più intensamente su base settimanale o mensile piuttosto che continuamente.
Per scenari particolarmente esigenti — ad esempio in azienda, con dati altamente sensibili o prima di uno smaltimento definitivo — una semplice “pulizia dello spazio libero” potrebbe non essere sufficiente come unico metodo. In questo caso dovresti verificare anche se l’unità o il dispositivo supportano Secure Erase, Sanitize, Cryptographic Erase o funzioni simili specifiche del produttore. NIST chiarisce che qui sono decisive le procedure dipendenti dal supporto e che il Cryptographic Erase, nelle condizioni giuste, può consentire una sanificazione molto rapida ed efficace.
La versione chiara per l’utente nella FAQ è quindi: Sì, cancellare in modo sicuro lo spazio libero sugli SSD è utile, ma non in modo eccessivo. Per l’uso quotidiano bastano in genere pochi passaggi e un uso occasionale. Per la massima sicurezza, dovresti considerare anche il supporto di memorizzazione stesso, le funzioni del produttore e il requisito di protezione specifico.